50 kalò, una pizzeria di successo targata Cortese way

Apre a Napoli

Ho provato più volte ad immaginare la pizza più buona e il pensiero è sempre andato a un impasto, leggero e digeribile, a del buon pomodoro campano e all’olio extravergine d’oliva de “Le Peracciole”, la tenuta agricola della famiglia Iaccarino, lo stesso che utilizzano al loro ristorante “Don Alfonso 1890”.

Così quando Alessandro Guglielmini, mio vecchio compagno di scuola, che nel frattempo aveva rilevato uno dei ristoranti con più storia a Napoli, “Al Sarago” a Piazza Sannazzaro, mi ha detto: “Queste sono le chiavi della pizzeria, pensaci tu”, ho potuto mettere in atto il mio progetto come consulente di questa nuova apertura.

Ho scelto Ciro Salvo come pizzaiolo, fino a quel momento al Bar/Pizzeria Massè di Torre Annunziata, ho convocato una serie di fornitori, in testa una mia vecchia conoscenza, Il “Don Alfonso 1890”, il ristorante dove ho mosso i miei primi passi da appassionato del cibo.

Poi ho pensato alla squadra da formare e così, tutti insieme, abbiamo pensato al nome. Non ne volevamo uno banale e abbiamo scelto il più complicato, incomprensibile per chi non conosce il gergo dei pizzaioli: “50 Kalò”.

“50” nella cabala napoletana significa “il pane”, quindi l’impasto, “Kalò”, parola greca già in uso dai vecchi pizzaioli napoletani, che significa “buono”.

“Impasto buono”, “50 kalò”, questo sarà il nome della nuova pizzeria.

Le pizze? Cambieranno di continuo perché saranno fatte solo con prodotti di stagione.

Molta importanza è stata data ai vini, alle birre, ma non aggiungo altro.

50 kalò aprirà a febbraio.

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